Galleria Giggi

Sicilia, italia 2010

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® Bo Arnklit

 

Negli affascinanti mercati di Palermo e le prime processioni di Trapani, le occasioni fotografiche non mancano, torniamo con centinaia di foto. Scarichiamo le foto e cominciamo la selezione. Le 500 foto giornaliere diventano 20, tutti capolavori. Composizione, esposizione, luce, colori, messa a fuoco: tutto come deve essere. La sera ci riuniamo per l’editing. Ernesto comincia a scorrere le foto sul computer, scuote lentamente la testa e poi pronuncia i commenti: “troppo descrittivo”, “troppo consapevole”, “troppa confusione”, “manca qualche elemento”, “troppo vuoto”. Non ne accetta una di foto. “Manca l’emozione”, “manca il momento fotografico”. Ecco l’ha detto. Ma cos’è il momento fotografico? Difficile da spiegare, ma pian piano durante le successive sedute comincio a capire. Bisogna andare oltre, trascendere, cogliere l’essenza del momento, dell’atmosfera, e come ci diceva Ernesto una foto è bella se ti pone delle domande, se ti suscita curiosità, se ti trasmette un’emozione.

Durante i giorni seguenti cerco di concentrarmi di più su tutti questi aspetti. Invece di cogliere ogni occasione che mi capita, trovo che sono diventato più selettivo. Spesso faccio l’inquadratura, sto per scattare, ma poi lascio perdere. So già che l’immagine non funzionerebbe al cento per cento. Faccio meno foto, ma la qualità è aumentata notevolmente: Finalmente Ernesto mi ha selezionato una foto! Cerco di avvicinarmi di più alla gente per un effetto più coinvolgente. Anche se all’inizio ero un pò scettico, ho seguito il consiglio di Ernesto di evitare l’uso dei tanto comodi Zoom. Ormai mi trovo benissimo con il mio unico obiettivo 35mm con messa a fuoco manuale. In queste condizioni è l’ideale: è poco ingombrante, non provoca soggezione nelle persone e la messa a fuoco manuale nel luminoso mirino del D700 è velocissima.

La settimana culmina con la processione maratona di Trapani che ci vede impegnati per quasi 24 ore di fila e poi due giorni intensi di editing e selezione con Ernesto e il nostro gruppo, sempre più uniti nella discussione della nostra passione, la fotografia, ma anche nell’arte culinaria e del relax nella splendida villa. E che dire delle arancine, dei cannoli siciliani… e della cubana del bar di Trapani?

Bo Arnklit

 



 


 

® Daniele Vita

 

Le fotografie mi riportano alla magia vissuta, ancora ci ripenso, dieci giorni stupendi, che spero portare con me per molto tempo. Non trovo parole che riescano a descrivere il lavoro di Ernesto. Sapevo di Cuba e del suo lavoro ma non lo conoscevo come persona e come maestro. Subito si è manifestato a me e a noi, dietro le sue foto vi è lui, il suo insegnamento il suo essere. E’ stata grande la mia meraviglia nel vederlo emozionato il secondo giorno dei Misteri, il suo portarci per mano e condurci verso la nostra visione interiore, che si liberava giorno dopo giorno di banalità, di stereotipi e ci portata verso una nostra visione più intima e rappresentativa di quello che siamo. Grazie Ernesto. E poi noi, ognuno arrivato con diverse aspettative e diversi percorsi. Il mio avveniva in un momento di forti cambiamenti personali anche dal punto di vista fotografico. La mia è una passione prima che un lavoro per sopravvivere. Cercavo una spinta per capire fino a che punto mi sarei potuto mettere in discussione in un immediato futuro. Forse qualche risposta l’ho trovata. Ora si tratta di non perdersi e buttarsi appieno e poi un giorno vedere cosa si è riusciti a fare.

Infine a tutti voi un grazie di cuore non formale, a Kevin e Betsy, la mia ignoranza nel non parlare inglese alla fine è stata superata, paradossalmente siamo riusciti a comunicare su aspetti scherzosi e su temi che ci accomunavano come persone, a Giampiero compagno di Volvo e di editing finale in villa quando tutti eravate partiti, a Bo e Enrica nella loro meraviglia, vedere una coppia felice come voi mi ha riempito, a Eugenio per avermi parlato di un mondo produttivo ovvero le persone che formava nel suo lavoro a cui per differenza culturale sono felice di essere diverso, a Davide per avermi sopportato durante le chiassose notti e al suo impegno con i bambini, all’avvocato con tre studi, il barese Maurizio con le sue battute ironiche mi hanno fatto sentire vicino, a Lidia che forse il fatto di non risiedere in villa ci ha tenuti un po’’ distanti, ma mi hanno meravigliato le sue ultime foto e poi Antonio che si è fatto in due per venire incontro a tutte le nostre esigenze spesso banali che potevamo risolvere semplicemente noi stessi e alla chiacchierate notturne sulle nostre vite.

Daniele Vita

 



 


 

® Davide Primerano

 

Mentre scrivo queste righe attendo l’imbarco del mio aereo. Un profondo senso di tristezza mi assale, scordare questi bellissimi giorni sarà impossibile. Osservo le persone girarmi attorno. Il netturbino crea una bella silhouette, mentre l’uomo affianco a lui non è, come direbbe Ernesto, affatto interessante. Sento che il mio sguardo è profondamente cambiato, sicuramente evoluto. Le lunghe sessioni di editing sono state fondamentali. Osservare attentamente il lavoro degli altri studenti e dello stesso Ernesto ha arricchito la mia capacità critica. Ora ritornare al normale vivere d’ogni giorni è molto difficile. Ringrazio quindi gli altri studenti per i bei momenti ‘fotografici’ e non passati assieme, Antonio per avermi fatto scoprire bellissimi scorci di Sicilia ed Ernesto per le importanti lezioni di vita e fotografia. Un workshop in Sicilia con Bazan va oltre l’aspetto fotografico, è un’esperienza di vita, è la felicità dei sensi.

Davide Primerano

 



 


 

® Enrica Lavista

 

Il mio primo workshop con Ernesto, la mia prima volta in Sicilia. Dieci giorni mi sembravano tanti invece, per la loro intensità, sono volati via in un attimo. Ricordo con molto piacere l’armonia che si è creata tra le persone del nostro gruppo, eterogeneo per età , per provenienza e forse per pensiero ma sicuramente uniti nella collaborazione e nello scherzare con gioia ed ironia, uniti dalla forte passione per la fotografia in una villa di antico sapore siciliano, cibo genuino e il mare di fronte. Una bellissima esperienza umana oltre che fotografica e per questo ringrazio tutti i miei amici che mi auguro di rincontrare presto.

Ernesto con la sua simpatica calma, la sua generosità, la sua severa ma costruttiva critica fotografica, mi ha aiutato a capire quanto sia necessario pulire le immagini da ciò che è scontato, superfluo e dare importanza ai dettagli, che spesso fanno la foto. Avvicinarsi ai soggetti e porsi in relazione con loro, raccontare una storia. Ho provato a cercare delle situazioni potenzialmente interessanti e ad aspettare il famoso…“momento fotografico”… che spesso non arriva e se arriva, facilmente lo perdi. Per questo si chiama “momento”? Gli editing giornalieri di Ernesto sono stati splendide occasioni per confrontarci, discutere, ispirarci e cercare di correggerci e non da ultimo imparare a selezionare in modo severo le proprie foto e quelle degli altri.

A Trapani, le processioni pasquali con le molteplici situazioni caotiche, sono state per me un banco di prova difficile. Per fortuna il mare, dove riposare il mio occhio, era vicino, ed era bello isolarmi un po’’ con la musica della banda in testa gustando un’arancina al burro. Ho capito che fare una bella foto richiede duro lavoro e perseveranza. E’ necessario imparare a guardare. Ci ho provato e ci proverò ancora. Grazie Ernesto!.

Enrica Lavista

 



 


 

® Eugenio Cozzi

 

 



 


 

® Giampiero Fiori

 

Ritorno una seconda volta in Sicilia su consiglio di Ernesto.
Tutto sembra uguale eppure è tutto diverso.
Le parole di Ernesto mi risultano più chiare ed efficaci.
Cerco il momento fotografico ed aspetto che la giusta composizione si formi.
Cerco con più determinazione e più forza un giusto equilibrio tra forma e contenuto. Non sempre accade ma è comunque una nuova consapevolezza, che lentamente prende posto nella mia mente.
Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio, compresi Antonio e Rosa, ed Ernesto che ancora una volta con delicato equilibrio e pazienza, funge da catalizzatore per il gruppo.

Giampiero Fiori

 

 



 


 

® Kevin Greenblat

 



 


 

® Lidia Vespignani

 

Era da un anno che volevo fare un workshop con Ernesto e finalmente l’occasione è arrivata per la Pasqua di quest’anno. Una grande energia mi ha spinto verso questa avventura, che ho vissuto proprio in un momento giusto della mia vita. Conosco abbastanza bene la Sicilia e sono stata contenta di aver potuto svolgere questo lavoro in una terra dove le persone mi hanno sempre trasmesso molto calore. Quando sono arrivata in aeroporto a Palermo mi ha accolto Ernesto: il suo viso allegro e sereno mi ha messo subito a mio agio e di buon umore. L’avventura è iniziata subito bene! Adesso, rientrata a Bologna, di getto scrivo le prime impressioni. A livello fotografico il workshop in Sicilia è stata per me l’esperienza più significativa. Come dice Ernesto: è una vera magia che io sia riuscita, in così poco tempo, a fare questo grande salto! Credo che dietro questo piccolo miracolo ci sia l’esperienza di un grande fotografo. Con i suoi editing severi, i suoi consigli e la tanta passione che mette nel suo lavoro, Ernesto mi ha aiutato a vedere le cose con un occhio diverso. Mi sembra davvero incredibile che ora riesca a scorgere cose che prima neppure notavo. Ringrazio di cuore Ernesto per avermi dato questa possibilità, e farò di tutto per non perdere questo nuovo modo di vedere la realtà. Grazie anche a tutti i miei compagni di viaggio, a Rosa, che ogni mattina ci accoglieva con una colazione prelibata, e ad Antonio, l’assistente di Ernesto, per averci accompagnati in giro attraverso la splendida Sicilia!”

Lidia Vespignani

 



 


 

® Maurizio Paganelli

 

A volte i momenti fotografici si presentano davanti a noi come frutti maturi, pronti per essere raccolti. Altre volte quei momenti non si materializzano malgrado li meriteremmo per gli sforzi che ci sono costati. E così capita che veri e propri ‘doni’, rari, si alternino a ‘mancanze’ e ‘privazioni’, assai più frequenti e dure da digerire. Ma è inutile rallegrarsi dei primi o dolersi delle seconde: l’unica ricetta valida è insistere, insistere, insistere nella ricerca della propria percezione della realtà.

Maurizio Paganelli

 



 

Sfortunatamente le belle foto di Betsy Karel non saranno nella galleria perchè, la cito testualmente:

” Non voglio inserire le mie immagini fino a quando non capisco cosa voglio fare con queste fotografie.”

 

® Betsy Karel

 

Ernesto è un artista raro, uno che generosamente condivide le sue speciali parole con i suoi studenti. Come maestro è onesto e ti appoggia, la migliore combinazione possibile di questi due tratti. Vivere la Sicilia con lui e gli altri studenti è stato artisticamente e intellettualmente stimolante, altamente godibile emotivamente e da un punto di vista culinario delizioso!

Betsy Karel

 


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