Galleria Tomato Soup

Sicilia, Italia 2008

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® Michel Oliva

 

E’ sempre un’esperienza intensa fare delle foto. E’ sempre un desiderio molto forte che mi spinge a farle. E’ una ricerca che senza dubbio non finisce mai. Questo viaggio è stata un’occasione meravigliosa per celebrare questo piacere. Grazie Ernesto. Saluti a tutti voi.

Michel Oliva

 

 

 


® Piang NgokChong

 

“Momenti…Giustapposizioni…Espressioni…Strati…” Ho sentito queste parole in passato. Ma dove sono questi momenti? Come li trovo? Per piacere momenti potete stare fermi per me? Dove sono le “corrette” giustapposizioni? Perché molte giustapposizioni non funzionano? E perché altre funzionano? E le espressioni! Tante foto distrutte dalla “espressione sbagliata! Eh voi, mantenete le vostre espressioni mentre io mi avvicino e compongo la foto. Ma loro non cooperavano! E come mettere vari strati in una fotografia bidimensionale? Mannaggia! Sono così elusive!

E “Non funziona!” “C’è sempre un motivo!” Conosco queste frasi! Almeno le mie lezioni d’italiano mi sono servite a qualcosa!

Non sapevo quasi niente sulla “fotografia di strada”. Ancora oggi non so quasi niente! Ma come uno stupido ignorante che ero (e che continuo ad essere!), mi sono buttato dentro. No. Non mi aspettavo di diventare un “guru della fotografia di strada” alla fine del workshop. Avevo visto troppe foto bellissime scattate da altri studenti. Non mi sognavo mica di scattare foto come quelle. Ma mi sono divertito moltissimo! E che cibo fantastico! “Polipo alla griglia! Mamma mia!”

Lentamente, ho incominciato a vedere un po’ meglio. Ho visto “catturare” momenti da altri partecipanti. Momenti che erano lì per essere “presi”, ma che il mio occhio infantile non vedeva, fino a quando era troppo tardi. Sigh! Ho incominciato a vedere come alcune giustapposizioni funzionavano e a capire il perché altre no. Ho incominciato a riconoscere espressioni “ perfette/fantastiche”. (Magari avessi avuto Al Pacino assieme a me sempre trovandosi al posto giusto nel momento giusto!) Ho incominciato a capire la differenza fra un’immagine letterale/descrittiva, una foto/documento e un’immagine che ci racconta una storia con diversi piani di lettura.

Alla fine del workshop, dopo avere fatto più di 2000 esposizioni, e dopo alcune sessioni d’editing duro, avevo una misera media dello 0.03% di foto
“funzionanti” (in realtà il gruppo è stato troppo generoso!) Ma ero contento. Contento perché avevo incominciato questo meraviglioso viaggio con lo scopo di creare fotografie di strada. Contento perché avevo imparato a vedere, a valutare immagini in una maniera più efficace. Contento perché avevo appreso ad essere indiscriminatamente più severo con le mie autocritiche.
E per questo, Ernesto ti ringrazio – per avere condiviso con noi ad essere più intransigenti nella critica delle fotografie. E devo anche ringraziare i miei compagni fotografi che mi hanno mostrato ciò che non vedevo, e ciò che non sapevo.

Piang Ngok Chong

 

 

 


® Vincent Goh

Come dice il proverbio: “Più impari, più impari quanto poco conosci”. Queste parole riassumono come mi sono sentito da qualche tempo.

Avevo pensato d’avere imparato molte cose nel mio primo workshop a Cuba con Ernesto nel dicembre del 2005. Avevo pensato d’essere diventato più perspicace; adesso non scatto più con la stessa premura di prima. Ma ciò che non sapevo ancora è venuto fuori chiaramente nelle immagini che ho prodotto in Sicilia – tutte quante erano ordinarie e descrittive. Sapevo che gli mancava qualcosa di vitale come se stessi cucinando una pietanza senza tutti gli ingredienti o con la tecnica sbagliata.

Il mio desiderio di accrescere la mia capacità d’osservazione fino al punto di catturare ogni momento e andare al di là dell’ovvietà mi hanno spinto ad inscrivermi al workshop della Pasqua in Sicilia.
Prima di venire in Sicilia avevo studiato attentamente le fotografie incredibili degli altri studenti, nella speranza che anche io sarei stato stimolato visivamente quando sarei arrivato li. Nonostante ciò niente mi aveva preparato a ciò che ho visto: le processioni pasquali erano affollate di momenti intensi, solenni, emotivi, evocativi così difficili da catturare.
La presenza d’Ernesto, la sua guida dedicata e la sua illuminante presenza mi hanno aiutato a trovare un equilibrio e a concentrarmi maggiormente sui momenti.

Sinceramente, l’intensità dell’insegnamento del maestro, la sua energia, l’ispirazione e l’umanità che ha dimostrato in tutto il workshop hanno lasciato un profondo segno dentro di me. Spero non solo di ricordare, ma anche di capire l’essenza del suo insegnamento.

Alla fine di questi dieci giorni incredibili di workshop, sono esterrefatto per la performance del gruppo. E’ stato veramente notevole – dev’essere la magia di Ernesto!!!

Grazie, Maestro per mostrarci il cammino ancora una volta.

Vincent Goh

 


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