Galleria Zoological Society New York

New York, US 2007

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® Claudio Carletti

 

 

 

 



® Linda Wolf

 

 



® Nadine Wallack

Non c’è luogo sulla faccia della terra come New York. I suoi scorci e i suoi suoni straripano d’eccitazione. C’è Coney Island col suo parco giochi e la sua spiaggia piena di personaggi coloriti, famiglie multi etniche tirate sulle asciugamani, e venditori che vendono qualsiasi cosa da penne di pavone a gioielli e gelato. Lo zoo del Bronx dove animali esotici possono essere osservati dai newyorchesi che non viaggeranno mai fuori dalla città. E naturalmente c’è Central Park che con i suoi variegati paesaggi evoca differenti atmosfere e presentava nuove sfide fotografiche. Anche viaggiando in metropolitana e in autobus ho visto opportunità fotografiche uniche. C’erano signore alla moda di una certa età, mamme coi loro bimbi e pendolari assonnati alla fine della giornata. Dato che sono nata e cresciuta a Brooklyn, ma sono andata via oltre 30 anni fa, seguire il workshop con Ernesto mi ha fatto vedere com’ero diventata un’estranea. La città è cambiata tantissimo da quella enclave etnica che era nella mia infanzia. Ho scoperto quartieri che adesso sono microcosmi dei miscugli etnici del ventunesimo secolo. Ernesto mi ha aiutato a guardare oltre gi aspetti ovvi; a dove posizionarmi prima di scattare una foto; a scegliere i miei soggetti e come valutare ed editare il mio lavoro. Usando il sofisticato linguaggio del vedere ha aiutato enormemente il mio lavoro. Dieci giorni sono stati troppo pochi per esplorare tutto quello che la città offre. Capisco perché New York è una calamita per tanti fotografi tanto nel passato come adesso. E’ una città che continua a inventare se stessa. Nadine Wallack

 



® Tom Price

Il workshop di New York assieme ad Ernesto ha cambiato la mia prospettiva su quelli che erano i miei soggetti. Per molti anni avevo fotografo dietro le quinte di produzioni teatrali. Nonostante mi fossi stancato di fare ciò venendo a New York pensavo che avrei continuato almeno a fotografare gente. Quasi per caso avevo portato con me alcune fotografie di mattoni e rocce che avevo scattato un po’ per gioco nel mio cortile. Durante il workshop le foto hanno avuto successo ed Ernesto mi ha incitato a fare paesaggi. Sebbene all’inizio ho provato a concentrarmi sulle persone, ho cominciato a capire che i miei paesaggi erano più interessanti. Adesso nonostante continui a fotografare i miei mattoni e rocce, continuo a fare le mie camminate come a New York fotografando piccoli paesaggi di ciò che noi uomini creiamo nel mondo attorno a noi. Tom Price

 

 



 

® Tristan Lark

Volevo seguire il workshop di New York come una sfida con me stesso dato che ho trascorso molti anni fotografando per le strade di Londra con risultati contrastanti. Le strade di New York mi sono sembrate il luogo perfetto. E’ stato fantastico non avere un’agenda precisa di cosa fotografare Abbiamo visitato diversi zoo ed acquari, luoghi dove non sarei andato di mia iniziativa anzi li avrei evitati. In poco tempo mi sono reso conto che con la guida e la passione d’Ernesto questi posti erano pieni di possibilità. Mi sono sentito ispirato a guardare in maniera diversa nella boccia di pesciolini rossi della vita della città e sono andato via con molto di più di quello che avevo sperato. Tristan Lark

 

 



 

® Vincenzo della Scala

Il workshop è stato sicuramente una bella esperienza. Conoscevo già New York, città che amo, ma ripercorrerla con al collo la macchina fotografica con lo scopo di catturare immagini interessanti è stato diverso, divertente, emozionante. Perchè New York offre di tutto e di più e questo vale ovviamente anche dal punto di vista fotografico; mille spunti, mille situazioni, nuove facce, tanta musica, luci e ombre di una città cosmopolita e intrigante. Amo la fotografia e trovo molto stimolante avere l’opportunità di confrontarmi con altri fotografi; aiuta a crescere. Ernesto è stato un ottimo punto di riferimento; mi piace il suo lavoro e mi ha insegnato molto a proposito d’editing. Penso che le nostre strade possano rincontrarsi. Vincenzo della Scala

 

 


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